Roma capitale della dolcezza: Marco Tateo protagonista alla Fiera del Panettone e del Pandoro

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di Ilaria Solazzo

L’arte della pasticceria artigianale, la passione per la lievitazione e l’innovazione gastronomica hanno trovato un palcoscenico d’eccezione alla XVIII Edizione della Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro, tenutasi nei giorni scorsi nella capitale. Tra gli illustri partecipanti a questa kermesse dedicata alle prelibatezze natalizie c’era anche il Maestro Pastrichef Marco Tateo, noto per la sua abilità nella preparazione di dolci lievitati e per il suo impegno nel promuovere la tradizione pasticcera italiana a livello internazionale.

Marco Tateo, maestro pasticcere originario di Brindisi, è stato tra i protagonisti indiscussi della manifestazione, che ha visto la partecipazione di artigiani e maestri pasticcieri provenienti da tutta Italia. L’evento ha offerto un’occasione imperdibile per apprezzare la qualità dei panettoni e pandori artigianali, realizzati con ingredienti selezionati e tecniche di lavorazione che rispecchiano il meglio della tradizione pasticcera italiana, pur con uno sguardo sempre rivolto all’innovazione.

“Non sulla quantità, ma sulla qualità”

Il Dott. Emanuele Giordano, patron della manifestazione e ideatore del Premio Panettone for Peace, ha sottolineato l’essenza della Fiera: «Non sulla quantità», ha dichiarato, «ma sulla qualità. Da 18 anni promuoviamo i prodotti artigianali, i territori e i maestri pasticcieri che sperimentano con impegno l’arte della lievitazione attraverso formazione e ricerca continua. Il Premio Panettone for Peace rappresenta un messaggio di unità e serenità, un valore fondamentale in questo momento storico così delicato.»

Il Premio Panettone for Peace, infatti, ha da sempre avuto un forte valore simbolico: quello di unire attraverso il gusto e l’arte della pasticceria, contribuendo a diffondere un messaggio di pace e coesione sociale. Un messaggio che, in tempi di incertezze e conflitti, assume un significato ancora più profondo, sottolineando l’importanza di valori universali come la solidarietà e l’armonia.

Un evento che valorizza l’eccellenza artigianale e la cultura del panettone
L’edizione di quest’anno della Fiera ha visto una straordinaria partecipazione di pubblico e di professionisti del settore, attirati dalla possibilità di scoprire nuove varianti del panettone e del pandoro, frutto delle continue ricerche e innovazioni di pasticcieri provenienti da ogni angolo d’Italia. Marco Tateo ha stupito i presenti con una proposta esclusiva, in cui ha saputo coniugare la tradizione con l’innovazione, mantenendo intatti i sapori autentici del panettone, ma con un twist contemporaneo che ha conquistato i palati più esigenti.

Tra le sue creazioni, spiccava un panettone farcito con un cremoso ripieno di cioccolato e spezie, un omaggio alla tradizione della pasticceria pugliese, con la quale il Maestro Tateo ha saputo legare la sua figura di pasticcere alle radici della sua terra, senza mai perdere di vista la necessità di sperimentare e rinnovarsi.

Il Dott. Giordano ha concluso l’evento con un importante annuncio: «Ora lavoreremo al progetto Panettone POP per San Valentino e alla preparazione della XIX Edizione della Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro, prevista per il 5 e 6 dicembre 2026». La continua evoluzione della manifestazione dimostra la sua vitalità e la crescente attenzione che il settore della pasticceria artigianale sta ricevendo a livello nazionale e internazionale.

Roma capitale del panettone e del pandoro
Quest’anno, più che mai, la capitale italiana ha rappresentato il punto di riferimento per tutti gli appassionati e professionisti del panettone e del pandoro. La Fiera non è solo una vetrina per il meglio della pasticceria artigianale, ma anche un evento che fa incontrare tradizione e innovazione, artigianato e ricerca. A Roma, infatti, si sono dati appuntamento i più importanti maestri pasticcieri italiani, confermando la città come capitale indiscussa del panettone e del pandoro, simboli di una dolcezza che va oltre la semplice cucina per diventare un linguaggio universale di condivisione e bellezza.
Un evento che, come sottolineato dal Dott. Giordano, è anche un’opportunità per rafforzare il legame con il territorio, promuovere le eccellenze gastronomiche locali e favorire l’incontro tra cultura, gusto e tradizione.
Con l’attenzione ora rivolta alla XIX Edizione, già fissata per il dicembre 2026, la Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro è destinata a crescere ancora, confermandosi come un appuntamento imperdibile per chiunque desideri scoprire i segreti dell’arte della lievitazione e del panettone, simbolo per eccellenza del Natale italiano.

***** Intervista al Maestro Pasticciere Marco Tateo in occasione della XVIII Edizione della Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro 2025

Maestro Tateo, è stato un onore vederla protagonista alla XVIII Edizione della Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro qui a Roma. Come ha vissuto questa esperienza e cosa rappresenta per lei partecipare a un evento così prestigioso?
È un vero piacere essere qui, a Roma, insieme a tanti colleghi e professionisti della pasticceria artigianale. La Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro è una manifestazione che celebra la nostra arte, la passione e l’impegno quotidiano che mettiamo nel nostro lavoro. Ogni anno è una grande opportunità per scambiare idee, per innovare, ma anche per riscoprire insieme la bellezza della tradizione pasticcera italiana. Per me, essere parte di questo evento è non solo un onore, ma anche un riconoscimento del lavoro svolto nella valorizzazione di un prodotto simbolo della nostra cultura, il panettone.

Quest’anno, l’evento ha avuto un significato particolare, anche grazie al Premio Panettone for Peace. Il Dott. Emanuele Giordano ha sottolineato l’importanza dei valori di unità e serenità in questo periodo storico così delicato. Qual è il suo punto di vista riguardo al messaggio che il panettone può trasmettere in questo contesto?
Il panettone è un dolce che va oltre la sua semplice dimensione gastronomica. È un simbolo di convivialità, di tradizione e di unione. In un periodo storico dove spesso siamo divisi da molteplici sfide globali, un prodotto come il panettone ci ricorda l’importanza di fermarsi, di condividere e di ritrovare momenti di pace. Il Premio Panettone for Peace è un bellissimo esempio di come un semplice dolce possa diventare veicolo di un messaggio forte di speranza e di solidarietà. Siamo tutti legati da una cultura comune e da valori che vanno difesi.

La cucina italiana, come lei ben sa, è stata recentemente riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO. Un riconoscimento che non solo celebra la tradizione culinaria, ma anche la sua evoluzione. Cosa ne pensa di questo traguardo e cosa significa per i pasticcieri come lei?
È una notizia straordinaria, un riconoscimento che riempie di orgoglio non solo noi pasticcieri, ma tutti coloro che lavorano nel settore alimentare e in generale nella cultura gastronomica italiana. Questo riconoscimento rafforza la consapevolezza del valore della nostra tradizione, che va preservata e tramandata alle future generazioni. Per noi pasticcieri, è un invito a mantenere viva la qualità, l’autenticità e l’innovazione, continuando a rispettare i principi che ci legano alla nostra terra. È anche un’opportunità per far conoscere il nostro lavoro e il nostro impegno a un pubblico più ampio, sia in Italia che all’estero.

Le festività natalizie sono ormai alle porte, e in molte case italiane è tradizione regalare panettoni artigianali di qualità. Quanto è importante, secondo lei, regalare un panettone artigianale in questo periodo dell’anno?
Regalare un panettone artigianale, soprattutto durante le festività, è un gesto che va ben oltre il semplice atto di fare un regalo. È un dono che porta con sé amore, dedizione e passione, valori che sono fondamentali per noi pasticcieri. Un panettone artigianale di qualità è il risultato di ore di lavoro, di ricerca e di attenzione ai dettagli. Quando lo si regala, si offre una parte di sé stessi, una tradizione che unisce le persone. E poi, il panettone artigianale ha un sapore unico, che non si trova nei prodotti industriali. Ogni morso racconta una storia, quella di un maestro pasticcere e della sua passione per l’arte della lievitazione. Per questo, penso che sia il regalo perfetto per queste festività, un pensiero che esprime il meglio della nostra tradizione culinaria.

Maestro Tateo, quali sono i suoi progetti futuri? Come vede l’evoluzione della pasticceria artigianale nei prossimi anni?
La pasticceria artigianale è in continua evoluzione, e questo è un aspetto che mi entusiasma molto. Ogni anno ci sono nuove sfide, nuove tecniche da esplorare, ma sempre mantenendo intatta la tradizione. Io credo che, nel futuro, ci sarà una crescente attenzione alla sostenibilità, all’utilizzo di ingredienti locali e biologici, ma anche una sempre maggiore connessione tra la pasticceria e la cultura del territorio. Personalmente, continuerò a sperimentare con nuove ricette e a cercare il miglior equilibrio tra innovazione e tradizione. Il mio obiettivo è sempre quello di portare in ogni dolce un pezzo di storia, ma anche un’idea di futuro, perché credo che l’evoluzione della pasticceria sia un viaggio che non finisce mai.

Abbiamo saputo che lei in primavera sarà presente in una puntata di Sweet Home: L’alta pasticceria APEI torna su Food Network… può confermarci la notizia?
La notizia è vera. Trattasi di un viaggio nell’alta pasticceria con ben 40 Ambasciatori APEI sotto la guida del Maestro Iginio Massari, della serie direttamente dalle cucine di casa vostra sul canale 33 e Discovery +. Un esperienza straordinaria ed indimenticabile. Sono certo che i telespettatori apprezzeranno tantissimo.

A proposito di esperienza indimenticabile, lei è stato presente su Roma il 10 dicembre 2025, proprio quando i riflettori di tutto il Mondo sono stati accesi sulla Cucina Italiana divenuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO, vero?
Il 10 dicembre 2025 la cucina italiana nella sua interezza è stata proclamata patrimonio immateriale dell’umanità all’UNESCO. La cucina italiana non è solo una tradizione culinaria, è una vera e propria arte che racconta la storia, la cultura e la passione di un popolo. Quando parliamo della nostra cucina, parliamo di materie prime eccellenti, di sapori che si tramandano di generazione in generazione, e di un legame profondo con il territorio. La pasticceria, in particolare, è una delle espressioni più raffinate di questa tradizione: dolci che racchiudono la dolcezza della nostra terra, come il panettone, la cassata siciliana, i cannoli o il tiramisù, ogni ricetta ha una storia che racconta il nostro amore per la qualità e la creatività. Essere riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità non è solo un onore, ma anche una responsabilità: quella di custodire e trasmettere le tradizioni che ci hanno reso famosi in tutto il mondo. La nostra pasticceria è il risultato di una lunga evoluzione, influenzata da tradizioni locali, ma anche da scambi culturali che ci hanno arricchiti. Ogni dolce ha un’anima, e ogni preparazione è frutto di passione, tecnica e dedizione. In qualità di pasticcere, il mio compito è quello di preservare questa ricchezza culturale, di raccontarla attraverso il mio lavoro e di far sì che ogni dolce sia un’esperienza unica per chi lo assaggia. La cucina italiana, e la pasticceria in particolare, è un patrimonio che va celebrato, rispettato e, soprattutto, vissuto.

La ringrazio, Maestro Tateo, per la disponibilità e per aver condiviso con noi il suo pensiero. Auguro a lei e a tutti i suoi colleghi un felice e dolce Natale, all’insegna della tradizione e della qualità.
Grazie a lei. Auguro anche a voi un Natale sereno, ricco di dolcezza e di momenti da condividere con le persone che amiamo.

In ogni fetta di panettone, si nasconde un pezzo di storia, un gesto di amore e dedizione. È con questi dolci frammenti di tradizione che le festività si fanno più dolci, unendo le persone e celebrando l’arte che rende ogni momento speciale. Un regalo che non è solo un dolce, ma un’emozione da condividere.

https://apeiitalia.it/marco-tateo

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